Il drop Back to Office di D’Aniello nasce da una sensazione precisa: quel momento assurdo in cui l’estate non è ancora davvero finita, ma la quotidianità ha già ricominciato a reclamare il suo spazio. Il rientro diventa così un piccolo cortocircuito. Il lavoro invade la vacanza e la vacanza continua a sopravvivere dentro l’ufficio: una postazione di lavoro può comparire a bordo piscina, una sedia da riunione può trovarsi nel posto più improbabile, un computer può diventare l’unico compagno di una giornata al mare. Gli spazi della quotidianità vengono decontestualizzati e ricomposti in scenari surreali, quasi al limite dell’assurdo. È il Back to Office Syndrome: quella condizione in cui non sei più completamente in vacanza, ma non sei ancora riuscito a tornare davvero alla realtà. Anche il guardaroba vive la stessa trasformazione. I look partono dalla leggerezza dell’estate e, progressivamente, vengono contaminati dai codici dell’ufficio: camicie, blazer, pantaloni sartoriali, mocassini e accessori strutturati entrano in scena layer dopo layer, fino a costruire una nuova uniforme urbana. Il risultato è un immaginario ironico e straniante, dove officewear e summerwear convivono nello stesso spazio, senza più regole: il completo formale si indossa sotto il sole, il laptop diventa un accessorio da spiaggia, la sedia da ufficio sostituisce il lettino e la scrivania può diventare una prigione. Perché il vero incubo del rientro non è tornare in ufficio. È scoprire che l’ufficio è già arrivato ovunque tu sia.